E' dal 2014 che non accedo a queste pagine e manco mi ricordavo più dell'esistenza del blog, nè del suo nome. Non voglio aprirne un altro, che finirebbe in nulla come tutto il resto, perciò mi infilo qui, pur diversa e in incognito. Non sono più quella francesca, ancora sr e ancora così limpida e vergine.
Esigo che queste prossime cose non le legga mai nessuno, a differenza delle precedenti, tentativo maldestro di esistere agli occhi di. E nemmeno vado a capo o mi fermo a scegliere le parole, con lo stomaco che si accappona per lo sforzo. Le virgole e le correzioni di mio padre non mi riguardano più. Sono solo bisognosa di un modo innocuo di far passare il tempo in maniera ordinata, sensata, abbastanza buona. L'idea mi è venuta da una piuttosto demenziale serie tv dal titolo Volevo fare la rockstar, dove lei - su consiglio del suo più o meno neuropsichiatra - inizia a tenere un blog, ma non ricordo per quale obiettivo. Lei si è fumata l'adolescenza a causa di due gemelle eterozigote arrivate da un imbecille quando aveva 16 anni, il blog forse l'aiuta.
Ora basta così.
La casa dell'anima
Abitiamo molte case; alcuni certamente si riconoscono abitanti di una casa particolare. Io faccio fatica ad abitare. Questo blog è un tentativo.
domenica 3 novembre 2019
sabato 6 settembre 2014
Vedere luce
Sono stata a visitare Capri, quest'estate. E' un'isola luminosa e questo giardino interno di una villa mi affascina, ricordandomi, con calma e forza a un tempo, che dal lato buio delle cose gli occhi possono accedere a uno spazio altro, possono raggiungere la luce che, materialmente, si trova un po' oltre. E' la potenza della vista. E' anche la potenza dell'anima, che può, lei sola, condurre la mente a pensieri diversi, spingendo lo sguardo interiore là dove c'è luce.
Spesso ho avuto il dono di gustare attimi così e ne devo ringraziare come una sopravvissuta.
Spesso ho avuto il dono di gustare attimi così e ne devo ringraziare come una sopravvissuta.
lunedì 6 gennaio 2014
Calma
La calma e' il mio proposito per questo 2014. Un po' banale? Un po' ardito? Mi sembra tuttavia che ben si adatti a questo luogo-casa: la calma e' un velo, una sorta di sottile membrana che avvolge i gesti, lo sguardo, non per stringerlo, avviluppandolo, ma per renderlo disteso. Una forma di casa, dove stare a proprio agio.
La calma parte dall'anima, ma non basterebbe questa irradiazione da sola. E' necessario il desiderio di comunicare: non basta asserire che stare calmi e' meglio, opportuno e utile; occorre desiderare di comunicare se stessi in un "come".
giovedì 26 dicembre 2013
Si chiamava Maria
Per più volte, nel Vangelo dell'annunciazione in Luca, si dice che qualcosa o qualcuno si chiama in un certo modo: la città si chiamava Nazaret, lo sposo promesso si chiamava Giuseppe, la ragazza si chiamava Maria, il figlio si sarebbe chiamato Gesù.
Il nome dà il contorno, dà la sicurezza della forma. E' come la pelle, che ci avvolge e ci contiene: niente di noi potrebbe esistere fuori, pena la decomposizione. E con la stessa grazia con cui siamo avviluppati dalla morbidità ed elasticità della pelle, così viviamo dentro il nostro nome.
Sia che esso abbia un significato esplicito, sia che non significhi apparentemente niente, il nome dice esattamente noi, senza possibilità di equivoco; ci chiama in causa, ci rende presenti. Con questo nome, abbinato al contenuto che noi siamo, non esiste nessun altro.
D'altra parte il nome dice anche la nostra passività: non lo abbiamo scelto, ma ricevuto; affonda la sua nascita in tempi remoti di cui non siamo consapevoli. Come in un sacco, vi siamo raccolti mentre il liquido amniotico lambisce le nostre forme irripetibili.
Perchè allora non augurarsi di sentirsi finalmente chiamati per nome?
Il nome dà il contorno, dà la sicurezza della forma. E' come la pelle, che ci avvolge e ci contiene: niente di noi potrebbe esistere fuori, pena la decomposizione. E con la stessa grazia con cui siamo avviluppati dalla morbidità ed elasticità della pelle, così viviamo dentro il nostro nome.
Sia che esso abbia un significato esplicito, sia che non significhi apparentemente niente, il nome dice esattamente noi, senza possibilità di equivoco; ci chiama in causa, ci rende presenti. Con questo nome, abbinato al contenuto che noi siamo, non esiste nessun altro.
D'altra parte il nome dice anche la nostra passività: non lo abbiamo scelto, ma ricevuto; affonda la sua nascita in tempi remoti di cui non siamo consapevoli. Come in un sacco, vi siamo raccolti mentre il liquido amniotico lambisce le nostre forme irripetibili.
Perchè allora non augurarsi di sentirsi finalmente chiamati per nome?
venerdì 29 novembre 2013
Che voi entriate
La casa può essere chiusa. Può infatti essere il luogo della solitudine: terminate le corse verso l'esterno, si torna per stare finalmente....soli. E' questo che desideriamo? O piuttosto che la nostra sia una casa abitata? Ed ecco che, piano, senza fare rumore, i volti appaiono: ci sei tu, che ho sfiorato sulla metropolitana e che ho trattenuto in memoria; ci sei tu, con cui ho avuto a che fare oggi in classe, alunni col cuore altrove che tento di raggiungere con la parola della poesia; ci sei tu, amica e sorella con cui condivido la vita e le sue pieghe più semplici; ci siete voi, fantasmi ancestrali con cui ho a che fare da sempre, attraenti e temibili a un tempo... Infine ci sei tu, dolce amico, per il quale la mia esistenza si è fatta d'oro, ricca e preziosa: perchè anche tu mi sei casa.
Che voi entriate: un bel congiuntivo, direbbe Erri De Luca che sempre spiana la lingua come se la guardasse per la prima volta. Un desiderio, che voi entriate, a rendere la casa realmente capace.
Che voi entriate: un bel congiuntivo, direbbe Erri De Luca che sempre spiana la lingua come se la guardasse per la prima volta. Un desiderio, che voi entriate, a rendere la casa realmente capace.
sabato 16 novembre 2013
Cose che non si possono catturare
Ci sono cose che non si possono catturare, nemmeno con una macchina fotografica o con un registratore.
Il sole che si stende sulla collina al mattino,
il movimento delle foglie sugli alberi,
il loro fruscio quando c'è il vento,
lo sguardo su di te di chi ti ama,
un sorriso nascosto,
la sensazione di non essere soli,
il silenzio di ogni cosa ferma,
il silenzio di chi ti ascolta attento,
un sobbalzo del cuore all'improvviso,
la sensazione di essere stimati e non crederci del tutto...
Il sole che si stende sulla collina al mattino,
il movimento delle foglie sugli alberi,
il loro fruscio quando c'è il vento,
lo sguardo su di te di chi ti ama,
un sorriso nascosto,
la sensazione di non essere soli,
il silenzio di ogni cosa ferma,
il silenzio di chi ti ascolta attento,
un sobbalzo del cuore all'improvviso,
la sensazione di essere stimati e non crederci del tutto...
domenica 10 novembre 2013
Mi sento dentro
Sebbene la mia pelle non mi avvolga, io mi sento dentro. E' il mondo creaturale stesso ad avvolgermi, un cielo in cui abito. Guardo verso l'alto, non sono ben stabile sui miei piedi, ma una forza buona mi tiene insieme.
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