La casa può essere chiusa. Può infatti essere il luogo della solitudine: terminate le corse verso l'esterno, si torna per stare finalmente....soli. E' questo che desideriamo? O piuttosto che la nostra sia una casa abitata? Ed ecco che, piano, senza fare rumore, i volti appaiono: ci sei tu, che ho sfiorato sulla metropolitana e che ho trattenuto in memoria; ci sei tu, con cui ho avuto a che fare oggi in classe, alunni col cuore altrove che tento di raggiungere con la parola della poesia; ci sei tu, amica e sorella con cui condivido la vita e le sue pieghe più semplici; ci siete voi, fantasmi ancestrali con cui ho a che fare da sempre, attraenti e temibili a un tempo... Infine ci sei tu, dolce amico, per il quale la mia esistenza si è fatta d'oro, ricca e preziosa: perchè anche tu mi sei casa.
Che voi entriate: un bel congiuntivo, direbbe Erri De Luca che sempre spiana la lingua come se la guardasse per la prima volta. Un desiderio, che voi entriate, a rendere la casa realmente capace.

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